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Ricercatori del CNR ritengono che
con la costruzione di centrali a turbogas l’inquinamento
dell’aria, dell’acqua e del suolo provocato dalle emissioni di
monossido di Carbonio e di ossidi di Azoto sarà inevitabile;
così come inevitabile sarà l’innalzamento della
temperatura di circa 1 o 2 gradi e l’abbassamento delle falde
acquifere. Di fianco a queste conseguenze certe della messa in
funzione di centrali termoelettriche alimentati a gas, ci sarà
poi da fare i conti con l'enorme emissione di nanopolveri.
La società Tirreno Power s.p.a., costruttrice della nuova
turbogas di Vigliena, dice una parziale verità quando
parla di “emissioni più basse possibili”; ma questo non
significa che non ci saranno. Saranno sicuramente inferiori a
quelle delle vecchie centrali a olio o a carbone, ma si
tratta comunque di milioni di metri cubi di gas di scarico al
giorno, cui si affiancherà un innalzamento del rumore per le
intere ventiquattrore. Si tratterà di emissioni a cui illustri
luminari, come ad esempio il professor Comella dell’istituto
Pascale di Napoli, attribuiscono la responsabilità di malattie
tumorali e di altre gravi patologie. Quando la Tirreno Power
fa riferimento agli inquinanti che verranno sparsi
nell'ambiente omette di fornire cifre sulle fuoruscite delle
nanopolveri, in quanto non è obbligata dalla legge. Infatti,
non sono state ancora recepite dal nostro legislatore le norme
relative ai limiti di emissione delle polveri sottili,
nonostante vi siano delle precise indicazioni comunitarie in
materia ambientale sistematicamente violate dal nostro Paese.
Riteniamo che la costruzione di una centrale alimentata a gas
naturale all'interno di un quartiere cosi popoloso come quello di San Giovanni a Teduccio rappresenti una vera
pazzia! Infatti in un area di meno di 1 km quadrato, sono
localizzate una raffineria e due arterie stradali tra le più
frequentate d'Italia che, insieme, creano un mix di fonti
inquinanti esplosivo! I dati raccolti dal settimanale
"L'espresso" e pubblicati il 31 maggio 2007 non lasciano
dubbi di sorta: l'area della
zona
Orientale di Napoli è tra le zone più colpite d'Italia per
malattie polmonari, con casi di tumori a livelli da
epidemia. Con l’aggravante che qui ci si può curare peggio
rispetto ad altre parti del nostro paese.
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